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Competenze dirigenziali, personali e sociali (2020)
Le professioni commerciali e aziendali stanno diventando sempre più impegnative. Le competenze manageriali, personali e relazionali stanno acquisendo sempre maggiore importanza. È quanto emerge dallo studio condotto nel marzo 2020 dall’Istituto superiore di economia di Zurigo (HWZ) su incarico della Società degli impiegati del commercio Svizzera. Inoltre, le competenze nell’uso delle tecnologie informatiche e la capacità di collaborare stanno diventando sempre più importanti per il successo professionale.
Lo studio «Figure professionali nel settore amministrativo 2030» si è concentrato sull’identificazione delle competenze che saranno richieste alle future leve all’interno delle aziende nelle posizioni di quadro inferiore e intermedio, nonché sulla delineazione della domanda a lungo termine di queste figure professionali in Svizzera; si è inoltre analizzato in che modo cambiano i requisiti della formazione di base commerciale, in considerazione del fatto che i neo-diplomati che hanno terminato l’apprendistato di commercio rappresentano una percentuale importante tra le nuove leve delle professioni amministrative.
La leadership si trasforma in competenza di facilitazione e coaching
Sybille Sachs, coautrice dello studio e direttrice dell’Istituto di gestione strategica presso la Scuola universitaria di economia di Zurigo (HWZ), afferma: «In futuro, molti più collaboratori/collaboratrici dovranno possedere competenze di leadership rispetto a quanto avveniva fino a poco tempo fa. Lavorano in diversi progetti, a volte assumono il ruolo di leader e altre volte quello di specialisti. Ciò significa che non esiste più solo il classico dirigente, ma la leadership cambia a seconda del progetto. I ruoli e le competenze della leadership si stanno trasformando in competenze di abilitazione e coaching, per sostenere i collaboratori/collaboratrici nel loro sviluppo e per trasmettere loro una visione, ispirarli e motivarli. In futuro, quindi, guidare significherà anche orchestrare e delegare responsabilità e attività».
«In futuro, molti più collaboratori/collaboratrici dovranno possedere competenze di leadership rispetto a quanto avveniva fino a poco tempo fa.»Sybille Sachs
Risultati principali
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In futuro i requisiti posti alle nuove leve nelle professioni amministrative aumenteranno: i candidati dovranno possedere e mettere in pratica una varietà di competenze, quali ad es., competenze tecniche, metodiche, sociali e personali.
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Secondo lo studio, la domanda di quadri dirigenziali diminuirà, mentre aumenterà fortemente la necessità di collaboratori con capacità di conduzione. Le competenze dirigenziali che tutti i collaboratori devono possedere possono riguardare sia la gestione tecnica, sia, in via transitoria, del personale. Si denota, quindi, un passaggio da una funzione dirigenziale a ruoli dirigenziali.
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Con l’uso sempre più frequente di tool e tecnologie, le competenze informatiche pratiche acquistano una grande importanza. Le conoscenze tecniche commerciali specifiche della professione continuano a essere richieste, ma in futuro cambieranno sempre più rapidamente. I collaboratori devono saper comprendere le correlazioni e classificare le conoscenze.
Tra le competenze sociali che acquisiranno importanza vi è la capacità di lavorare in team e collaborare con gli altri, nonché la capacità di comunicare con i collaboratori, con i clienti o i partner commerciali. Già a livello della formazione di base commerciale sono di grande importanza competenze personali quali l’autorganizzazione, l’autoriflessione e la gestione dei cambiamenti.
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In molti casi, con la digitalizzazione e l’automazione, i lavori di routine verranno meno e acquisiranno più importanza competenze metodiche quali la creatività, la capacità decisionale e di risoluzione dei problemi. In particolare, saranno necessarie anche capacità analitiche utili a gestire dati complessi e a riconoscere le correlazioni.
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Per lo sviluppo di questo portafoglio di competenze, lo studio propone un mix di metodi didattici composto da (inter) disciplinarietà e orientamento all’azione e al team. Gli istituti di formazione stessi dovranno adattarsi a questo processo di cambiamento, rendendo i piani didattici più flessibili e promuovendo la collaborazione tra discipline diverse. Inoltre, va rafforzata anche la collaborazione con le aziende formatrici, allo scopo di ricreare un ambiente didattico vicino alla pratica. In futuro le aziende formatrici agiranno sempre più spesso come unità associative.
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