Oltre 100 000 firme: Depositato il referendum contro l’attacco ai salari

07.10.2026 – Un giorno prima della scadenza del termine per il referendum, il comitato «Giù le mani dai salari!» ha consegnato alla Cancelleria federale le oltre 100 000 firme raccolte. La Società degli impiegati del commercio Svizzera sostiene il referendum contro l’attuazione della mozione Ettlin (24.4738) e continua a impegnarsi a favore di una forte protezione dei salari.

Il referendum si oppone alla modifica decisa dal Parlamento secondo la quale i salari minimi nei contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale possono prevalere sui salari minimi cantonali o comunali, anche se più bassi.

La Società degli impiegati del commercio Svizzera respinge fermamente tale disposizione. I contratti collettivi di lavoro sono un pilastro fondamentale del partenariato sociale e devono garantire condizioni di lavoro eque. Tuttavia, non devono servire a minare i salari minimi stabiliti democraticamente.

«I CCL devono proteggere i salari e di certo non abbassarli. È proprio per questo che il presente referendum lancia un segnale chiaro», afferma Michel Lang, responsabile del partenariato sociale presso la Società degli impiegati del commercio Svizzera.

Rispettare le decisioni democratiche

In diversi Cantoni e città i salari minimi sono stati legittimati politicamente. Secondo la Società degli impiegati del commercio Svizzera, queste decisioni devono valere anche quando si applica un CCL di obbligatorietà generale. «Quando le elettrici e gli elettori decidono un salario minimo, questa decisione deve essere rispettata», afferma Prisca D’Alessandro, responsabile della politica della Società degli impiegati del commercio Svizzera. Con la consegna di oltre 100’000 firme si è conclusa la fase di raccolta. Ora la Cancelleria federale verificherà se il referendum sia riuscito con almeno 50 000 firme valide.

La Società degli impiegati del commercio Svizzera continuerà a impegnarsi, anche nel corso dell’ulteriore processo politico, a favore di una forte protezione dei salari, di un partenariato sociale efficace e del rispetto dei salari minimi stabiliti democraticamente.

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